Da cosa è dovuto il continuo senso di appetito?

13/04/2017

I media ci suggeriscono spesso l’immagine fisica che dovremmo seguire e oggi vediamo la nascita di numerevoli rimedi, non personalizzati, per dimagrire e perdere peso.

Ma da che cosa dipende la predisposizione alla perdita di peso o meno?

Come si comporta e quali caratteristiche sviluppa il nostro organismo dipendono da una parte non modificabile e da una parte che può essere cambiata, entrambe estremamente importanti.
La parte non modificabile è costituita dal nostro DNA, mentre la parte modificabile è rappresentata da tutti quei fattori esterni su cui possiamo lavorare per andare a compensare le indicazioni che il nostro DNA ci comunica.
Il nostro DNA quindi ci può indicare quale caratteristica possiamo andare a sviluppare.
Genoma ha selezionato diversi geni coinvolti nella perdita di peso e ha creato un test genetico, il test Weight Control della linea Health & Wellness, che studia le varianti genetiche che determinano una predisposizione all’aumento del peso, consentendo di definire strategie alimentari personalizzate, per ritrovare il peso forma e mantenerlo in modo duraturo.

Esistono alcuni geni che codificano per proteine coinvolte nella sensazione di fame e sazietà. Quindi queste proteine giocano un ruolo importantissimo nella gestione di un paziente con predisposizione a sviluppare una tendenza ad avere continuamente appetito oppure l'opposto.

I geni coinvolti nel senso di appetito sono:

  • Il gene SLC6A4 codifica per il trasportatore della serotonina 5-HTTLPR. La serotonina è un neurotrasmettitore presente nel sistema nervoso centrale e periferico e svolge una funzione importante inibendo il senso di fame e l’assunzione di cibo. La variante lunga (L) presenta un’attività trascrizionale maggiore (più del doppio) rispetto alla variante corta (S). Molti studi hanno osservato come gli individui con l’allele S abbiano, normalmente, un BMI e un peso corporeo inferiore rispetto ai soggetti con allele L ma che, in situazioni di stress, questi individui tendano ad incrementare l’assunzione di cibo (risposta alimentare allo stress). Gli individui portatori della variante L in condizione di stress, invece, hanno un adattamento più rapido alla nuova situazione e reagiscono senza incrementi dell’assunzione di cibo. (Rif.Bibl.).
  • Il gene FTO è altamente espresso nell’ipotalamo, una regione del cervello coinvolta nella regolazione dell’appetito e nella corretta percezione dei segnali corporei di fame e sazietà (Rif. Bibl.) (Rif. Bibl) .
  • Il gene GHSR codifica per il ricettore della grelina, ormone che stimola l’appetito. I livelli di grelina si incrementano prima dei pasti e decrementano circa un'ora dopo. I soggetti portatori dell’allele A sembrano predisposti all’assunzione di grandi quantità di cibo con conseguente aumento di peso. (Rif. Bibl.).
  • Il gene Leptin codifica per una proteina chiamata leptina, un ormone che controlla il peso corporeo, regolando l’assunzione del cibo e il dispendio energetico. La leptina è uno dei principali ormoni prodotti dal tessuto adiposo e agisce nella regolazione del bilancio delle riserve energetiche: mentre la grelina è l'ormone che stimola il senso di appetito, la leptina regola il senso di sazietà. (Rif. Bibl.).
  • Il gene MC4R codifica per una proteina chiamata recettore per la melanocortina-4. L’attivazione di questo recettore sopprime il senso della fame, quindi il suo deficit provoca: ingestione di cibo in eccesso già nel primo anno di vita, aumento dei livelli di insulina e della massa grassa. Mutazioni sul gene MC4R sono la causa più comune di obesità mendeliana. (Rif. Bibl.).
  • Il gene NPY codifica per una proteina chiamata neuropeptide Y (NPY), un polipeptide che svolge diverse azioni, tra cui l'aumento dell'appetito (effetto anoressizzante). (Rif. Bibl.).
Lo studio di questi geni può essere di valido aiuto nel supporto di pazienti con DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare).